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Viticoltura

Storia della viticoltura in Valle Isarco

Vitigni insoliti per l’Alto Adige e i loro aromi straordinari sono le eccezionali peculiarità dei vini bianchi della Valle Isarco: sebbene il Sylvaner e il Müller Thurgau siano ancora i principali rappresentanti di questa regione, negli ultimi anni è incrementata la coltivazione di varietà che ricordano le aree vitivinicole a nord delle Alpi, quali Veltliner, Riesling, Pinot Grigio e Kerner. Naturalmente, è impossibile dimenticare il Gewürztraminer, un altro dei grandi vini della Valle Isarco, che si distingue dai noti esemplari delle parti meridionali del Paese essenzialmente per il suo aroma e il sapore.

Storia della viticoltura in Valle Isarco
In Alto Adige, le origini della viticoltura risalgono a circa 3000 anni fa, come testimoniano i reperti più antichi trovati in Valle Isarco, ovvero semi d’uva e oggetti per la lavorazione del vino datati intorno al 500 a. C. Fino agli anni ’60 del 20° secolo prevaleva la coltivazione delle varietà di vino rosso, poi si passò ai vini bianchi, facendo rinascere la viticoltura nella valle. Nel 1961, a Chiusa fu fondata la Cantina Valle Isarco, che oggi conta 130 soci di 11 comuni compresi tra Varna e Renon. Inoltre, negli ultimi anni alcuni appassionati viticoltori hanno cominciato a imbottigliare e commercializzare personalmente i loro vini.

 
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