“Essere”
Un'imponente maschera di bronzo collocata su un basamento di ferro. Ciò che è iniziato come un autoritratto, partendo da un piccolo modello in argilla, finisce diventando una maschera massiccia. Non un autoritratto classico, ma una domanda riguardante interno ed esterno. La via per fondere infine il modello in bronzo è un gioco tra positivo e negativo: dal modello originale in polistirolo la fonderia ricava una forma negativa, da cui nasce un positivo in cera, che Patrick rielabora un'ultima volta. La cera viene racchiusa in una forma solida che viene cotta nel forno – così la cera si scioglie e cola via, lasciando una cavità in cui viene colato il bronzo fuso. Infine la forma viene rimossa, la superficie ripulita e con sostanze chimiche e fuoco, si applica la patina che le dà il colore.
Questo gioco tra nascondere e rendere visibile attraversa anche l'opera: “Essere” riprende il tema della Triennale “Essere umani” – la pura esistenza e insieme la domanda su chi si è davvero. A Patrick non interessa solamente creare qualcosa che abbia una bella forma, gli interessa la profondità che vi sta dietro. Così la maschera diventa un invito a incontrare se stessi e a lasciarsi toccare.