Estate
SONDAGGIO
Siamo felici che tu sia in vacanza da noi
Nell’ambito del nostro percorso di sostenibilità GSTC, lavoriamo per rendere la nostra regione sempre più vivibile e responsabile, sia per gli ospiti che per i suoi abitanti.
La tua opinione per noi è importante: Cosa ti è piaciuto particolarmente durante il tuo soggiorno? In cosa possiamo migliorare?
Ti chiediamo di dedicarci circa 10 minuti per il tuo feedback.
Al sondaggio
Pianifica ora
Dachmarke Suedtirol
Pianifica ora
telephone-white Chiamaci email-white Scrivici whatsapp-white WhatsApp arrow-white 360° View
lukas-mayr-werk

Artista principale

Lukas Mayr

Una roccia di granito della Valle Isarco, rimasta per millenni sotto terra a Varna, viene alla luce del giorno per un istante. Lukas Mayr l’ha estratta e ci costruisce sopra. Pietra su pietra. Sul masso colossale si ammassano altri frammenti di pietra più piccoli, e i collegamenti tra di essi brillano dorati. La sua opera “Pietra filosofale” chiede a chiunque vi si accosti: cosa stai costruendo? Qual è la tua microcultura?

“La frequenza che sostiene è sempre presente. La domanda è solo se ci muoviamo al suo interno.”
La pietra per Lukas non rappresenta solamente un materiale. È il collegamento tra l’essere umano e qualcosa di superiore. I primi utensili sono stati costruiti con la pietra. Le costruzioni durate nei millenni, come le piramidi o Stonehenge, sono di pietra massiccia. Dove l’uomo ha voluto creare qualcosa di duraturo, ha scelto la pietra. “La massa è energia”, dice Lukas. L’essere umano è soltanto un battito di ciglia in mezzo. Nell’Alchimista di Paulo Coelho la pietra filosofale è la metafora della trasformazione e della consapevolezza che la vera saggezza si raggiunge solo attraverso la crescita personale. È qui che Lukas si inserisce.
Ciò che lo affascina di più nell’essere umano è un impulso che si ritrova in tutti quanti: quello di colmare un vuoto. Una lacuna del sapere, una lacuna creativa, un trauma. Costruire qualcosa con i mattoni che la vita ci dà: consapevolmente o inconsapevolmente, sempre in un gioco di scambi, avvicinandosi a ciò che si è davvero. “Diventi ciò che fai”, dice Lukas. Auto-responsabilizzazione, conoscenza di sé e percezione. “Si tratta di frequenza”, dice. “Quando si è innamorati, si vede il mondo in tutt’altro modo. Ma quella frequenza è sempre presente. La domanda è solo se e come ci muoviamo al suo interno.”
 
Il suo percorso è iniziato nell’artigianato. A diciotto anni ha conseguito il diploma da installatore termoidraulico, poi corsi di sviluppo personale, il desiderio di qualcosa di più. Nel 2017 si mette in proprio come artista freelance, studia per tre anni scultura del legno in Val Gardena e approfondisce la geometria sacra. Più volte alla settimana fa la veglia notturna presso una ragazza con disabilità. “Da questi incontri imparo tantissimo.”
Lukas crede nella vita profonda. Permetterne tutte le sfumature, dall’assoluta beatitudine alla tristezza più totale. Chi non lascia spazio all’una, non può percepire nemmeno l’altra. Molte persone restano nel mezzo per paura: “ma hanno davvero vissuto?”. Lui vorrebbe lasciare qualcosa di positivo, mostrare quale forza abbiamo, come esseri umani e come esseri viventi. Si augura per tutti noi che possiamo usarla in modo costruttivo.
Dove finisce per lui l’essere umano? Lukas esita. “L’essere umano ha tutto dentro di sé, anche quando fa il male. In natura ci sono pure la morte e la violenza, senza giudizio.” Però: possiamo chiederci come vogliamo vivere, cosa lasciamo, quali strade sono benevole per gli altri. Ciò che ci distingue dall’animale non è la forza, ma la curiosità. Imparare cose nuove, essere creativi, trovare soluzioni dove il corpo è troppo debole. Questa curiosità ci ha permesso di sopravvivere, ed è per Lukas il vero strumento.
 
L'artista e la sua opera
Biografia

Lukas Mayr | *1994 Bolzano, vive a Bressanone

Fin da piccolo, le forme rotonde e sferiche attraggono magicamente Lukas Mayr – per lui è la forma più efficace presente in natura. Dalla goccia di pioggia in caduta libera alla bolla di sapone. Lukas scopre l’attrazione per l’arte nel 2017 attraverso un corso di telepatia: da installatore termoidraulico qualificato avverte il desiderio di qualcosa di più, frequenta seminari di crescita personale e dal 2018, per tre anni poi si forma come scultore del legno alla scuola professionale per l'artigianato artistico in Val Gardena dove approfondisce la “Geometria Sacra”. Le sue opere vogliono trasmettere energia positiva e sollevare domande in cui le persone trovino speranza. “Diventi ciò che fai” – secondo questa frase vive e lavora, come artista e come iniziatore della Triennale Klausen. Lukas è stato per cinque anni membro del comitato di Unika, gli scultori della Val Gardena, ed è membro del Südtiroler Künstlerbund. Dal 2021 svolge un'intensa attività espositiva in patria e all'estero. Più volte alla settimana, di notte, segue una ragazza con disabilità – incontri da cui, a suo dire, impara molto.

 
Descrizione dell'opera

“Pietra filosofale”
Un masso di granito della Valle Isarco, rimasto per millenni sottoterra a Varna viene riportato alla luce. Lukas Mayr lo ha recuperato e collocato al centro della piazza di Fragen – imponente e tondo, piazzato sopra un letto di pietre più piccole; la sua sommità è dorata e luccica alla luce. Per Lukas la pietra è più che un materiale: è il legame tra l'essere umano e qualcosa di più alto. I primi utensili erano di pietra, le piramidi e Stonehenge di roccia massiccia – dove gli esseri umani hanno voluto creare qualcosa di duraturo sono sempre ricorsi alla pietra. “La massa è energia”, dice; per lui il peso è l'anima di un'opera, qualcosa che non si vede ma si sente. Il titolo rimanda a “L'Alchimista” di Paulo Coelho, dove la pietra filosofale rappresenta la trasformazione e la consapevolezza che la vera saggezza nasce solo dalla crescita personale. Così l'opera chiede a chiunque vi si soffermi davanti: Che cosa costruisci? Qual è la tua microcultura?

 

www.myonesphere.eu


Ubicazione dell'opera d'arte

“Pietra filosofale”

Piazza Fraghes
Accesso: liberamente accessibile

 
Pianta Triennale Klausen
I cinque artisti principali e la Triennale Klausen
patrick-10
Patrick Obkircher
Patrick Obkircher è uno dei cinque artisti principali della Triennale Klausen.
“PER ME NON CONTA FARE UNA SCULTURA CHE SIA BELLA, PREFERISCO CHE ABBIA PROFONDITÀ.”
Il giovane artista di Nova Levante ha realizzato un autoritratto davvero particolare. Si intitola «Essere».
Informazioni sull'artista
florian-tschurtschenthaler-2
Florian Tschurtschenthaler
Florian Tschurtschenthaler è uno dei cinque artisti principali della Triennale Klausen.
“La più grande forza umana? Fare la cosa giusta, anche se sei l’unico.”
Il giovane artista di Sesto ama lavorare il legno.
Informazioni sull'artista
bernhard-reiterer-4
Bernhard Reiterer
Bernhard Reiterer è uno dei cinque artisti principali della Triennale Klausen.
“I COLORI SONO VIBRAZIONI VISIBILI.”
Il maestro pittore di Merano rende visibile l'incontro tra le persone attraverso la sua opera d'arte “Il bagliore interiore”.
 
Informazioni sull'artista
christian-gufler-3
Christian Gufler
Christian Gufler è uno dei cinque artisti principali della Triennale Klausen.
“Quando fotografo cerco la luce negli occhi: per me, questa è la vita.”
L'artista di Lana ha fotografato 30 persone nel suo studio per la sua opera. L'ispirazione per questa opera gli è venuta mentre si trovava a Roma, fermo in mezzo a una piazza affollata, nel bel mezzo del trambusto, a guardare tutte quelle persone che gli sfilavano davanti.
Informazioni sull'artista
christian-gufler-1
ESSERE UMANI
Triennale Klausen
13.06. - 07.11.2026
Dal 13 giugno al 7 novembre, la Triennale di Chiusa porta l’arte contemporanea nella città degli artisti. Ogni tre anni Chiusa diventa un punto d’incontro per artiste e artisti, visitatrici e visitatori. Mostre, installazioni e posizioni artistiche aprono nuove prospettive sulla città, lo spazio e il presente.
Scopri di più